Mese di Gennaio



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Il Martirologio Romano

  1. Mese di Gennaio

1 Gennaio

Nell’ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua circoncisione, la Solennità di Maria Santissima, Madre di Dio, che i Padri del Concilio di Efeso acclamarono con il titolo di “ Theotòkos ”, perché per mezzo di lei il Verbo si fece carne e venne a porre la sua tenda in mezzo agli uomini il Figlio di Dio, principe della pace, al quale fu dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome.

A Cesarea di Cappadocia, la deposizione di san Basilio, vescovo, la cui memoria si celebra domani.

In Campania e in Abruzzo, la commemorazione di san Giustino, che viene celebrato come vescovo, distintosi per lo zelo e la difesa della fede.

A Roma, sant’Almachio, il quale, dopo aver condannato le lotte dei gladiatori e ucciso da questi stessi, per ordine di Alipio, prefetto dell’Urbe, è annoverato tra i vittoriosi martiri.

Presso Lione, in Francia, la commemorazione di sant’Eugendo, abate di Condat, il quale, entrato giovanissimo in monastero, ne divenne poi la guida.

A Ruspe, in Bizacena, san Fulgenzio, vescovo, il quale si fece monaco quando era procuratore della Bizacena; poi, eletto vescovo, dovette sopportare molte sofferenze durante la persecuzione dei Vandali e dal re Trasamundo fu mandato per ben due volte in esilio in Sardegna. Finalmente ritornato tra i suoi fedeli, per il resto della vita li nutrì con la parola della verità e della grazia.

A Vienne, in Francia, san Chiaro, abate del monastero di san Marcello; fu per i monaci esempio di perfezione religiosa.

A Troyes, in Francia, san Frodoberto, fondatore e primo abate del monastero di Moutier-la-Celle.

A Souvigny, ancora in Francia, il transito di san Guglielmo, abate di san Benigno di Digione, il quale guidò con fermezza e con prudenza moltissimi monaci dislocati in quaranta monasteri.

Sempre a Souvigny, sant’Odilone, abate di Cluny, il quale, parco con se stesso ma generoso e comprensivo con il prossimo, promosse l’uso della “ tregua di Dio ”; in tempo di carestia fu liberale con i bisognosi e per primo ordinò nei suoi monasteri la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il giorno dopo la festa di tutti i Santi.

In Boemia, santa Zdislava, madre di famiglia e madre dei bisognosi.

A Gualdo, in Umbria, il beato Ugolino, monaco.

A Roma, san Giuseppe Maria Tommasi, sacerdote teatino e cardinale, il quale, desiderando ardentemente il rinnovamento del culto divino, passò quasi tutta la sua vita nella ricerca e nella stampa di antichi testi e di testimonianze sulla sacra liturgia ed ebbe l’abitudine di insegnare il catechismo ai bambini nella sua chiesa titolare.

In Francia, i beati fratelli Giovanni e Renato, sacerdoti e martiri, i quali, durante la rivoluzione francese, avendo rifiutato di sottoporsi all’empio giuramento imposto dal clero, furono decapitati.

A Roma, san Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata e di Tolentino, passionista, il quale guidò santamente le diocesi affidategli e pagò con l’esilio la sua fedeltà al Pontefice Romano.

A Lviv, in Ucraina, il beato Sigismondo Gorazdowsky, sacerdote polacco, il quale, esimio per l’amore verso il prossimo e precursore nella difesa dei diritti degli operai, fondò la Congregazione delle Suore di san Giuseppe, a difesa dei poveri e degli oppressi.

Tra le mura del campo di concentramento di Dachau, in Germania, il beato Mariano Konopinski, sacerdote e martire polacco, il quale andò incontro alla morte nel nome di Gesù Cristo, per le atrocità inferte dai medici al suo corpo.

2 Gennaio

La memoria dei santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa. Basilio, vescovo di Cesarea di Cappadocia, detto “il Grande” per la sua dottrina e sapienza, insegnò la meditazione delle Sacre Scritture e il lavoro in obbedienza e in fraterna carità ai monaci, dei quali ordinò la vita con regole da lui stesso redatte, si dedicò alla predicazione e alla composizione di grandi opere dottrinali e si prese cura dei bisognosi. Morì il primo di Gennaio.

Gregorio, suo amico, vescovo di Sàsima, poui di Costantinopoli e infine di Nazianzo, difese con grande ardore la divinità del Verbo, per la qual cosa è anche chiamato “il Teologo”. La Chiesa è in festa nel ricordo congiunto di così grandi dottori.

A Roma, la sepoltura di san Telesforo, papa, il quale, settimo vescovo di Roma, passò per un glorioso martirio.

Al trentesimo miglio da Roma, i santi martiri Argeo, Narciso e Marcellino.

A Marsilia, in Francia, san Teodoro, vescovo, il quale, per essersi adoperato a ristabilire la disciplina ecclesiastica, fu duramente osteggiato dai re Childeberto e Gutrammo e per tre volte mandato in esilio.

Nel monastero di Bobbio, san Bladulfo, sacerdote e monaco, discepolo di san Colombano.

A Milano, san Giovanni, il Buono, vescovo, il quale, mandato in esilio a Genova dai Longobardi, rinunciò alla sede episcopale e morì gradito a Dio e agli uomini per la fede e i santi costumi.

In Aquitania, san Vincenziano, eremita.

A Limerick, in Irlanda, san Mainchin, venerato come vescovo.

Nel monastero di Corbie, in Francia, sant’Adalardo, abate, il quale amministrò così saggiamente i beni da non far mancare a nessuno il necessario, preoccupandosi soprattutto delle necessità particolari dei singoli, agendo sempre e in tutto per la gloria di Dio.

A Saint-Jean-de-Maurienne, in Savoia, sant’Airaldo, vescovo, il quale, sia da monaco che da vescovo, unì sempre alla prudenza e all’incoraggiamento del pastore, l’austerità e le abitudini certosine.

In Sicilia, san Silvestro, abate sotto la regola dei santi Padri Orientali.

A Forlì, in Emilia, il beato Marcolino Amanni, sacerdote domenicano, il quale, condusse una vita umile e semplice, nel silenzio della solitudine e al servizio dei poveri e della gioventù.

A Soncino, in Lombardia, la beata Stefania Quinzani, vergine, suora domenicana, votata alla contemplazione della Passione del Signore, ma anche sollecita della formazione cristiana della gioventù femminile.

In Francia, i beati Guglielmo Rèpin e Lorenzo Bàtard, sacerdoti e martiri, i quali furono mandati alla ghigliottina per la fedeltà alla Chiesa, durante la rivoluzione francese.

Nella città di La chine, in Canada, la beata Maria Anna Soureau-Blondin, vergine, semi-analfabeta; fondò la Congregazione delle Suore di sant’Anna per la formazione delle figlie dei contadini, mostrandosi sempre educatrice esemplare durante l’esercizio del suo ministero.

3 Gennaio

Santissimo Nome di Gesù, in cui ogni ginocchio si piega nei cieli, sulla terra e sotto terra, a gloria della divina maestà.

A Roma, nella catacomba di Callisto, sulla via Appia, la deposizione di sant’Antero, papa, il quale sedette sulla cattedra di Pietro per breve tempo, dopo il martire Ponziano.

Presso Nicomedia, in Bitinia, i santi Teopempto e Teonas, martirizzati durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.

A Cesarea di Cappadocia, san Gordio Centurione, martire, che san Basilio Magno esalta come il vero emulo del centurione del Vangelo, per aver confessato la divinità del Figlio di Dio durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano.

A Padova, nel Veneto, la memoria di san Daniele, diacono e martire.

Nell’Ellesponto, san Teògene, martire, il quale, precettato sotto l’imperatore Licinio, ed essendosi rifiutato di prestare il servizio militare perchè cristiano, fu sottoposto al carcere e alle torture e per ultimo gettato in mare.

A Vienne, in Francia, san Fiorenzo, vescovo; partecipò al Concilio di Valence.

A Parigi, la sepoltura di santa Genoveffa, vergine di Nanterre, la quale, dietro il consiglio di san Germano, vescovo di Auxerre, a quindici anni prese il velo delle vergini, incoraggiò il popolo a difendere la città minacciata dagli Unni e provvide ai suoi concittadini in tempo di carestia.

A Kèrala, in India, il beato Ciriaco Elia Chavara, fondatore delle Congregazioni dei Fratelli Carmelitani di Maria Immacolata.

4 Gennaio

In Mesia, i santi martiri Ermete e Caio.

In Aquitania, sant’Abrùncolo, vescovo.

A Digione, in Francia, san Gregorio, il quale, dopo aver esercitato per molti anni alte cariche nella città di Autun, fu eletto vescovo di Langres.

A Uzes, in Francia, san Ferrèolo, vescovo, il quale scrisse una regola per i monaci ed esiliato per invidia, dopo tre anni riconosciuto come un vero uomo di Dio, fece ritorno alla sua sede, con grande gioia di tutti.

In Francia, san Rigomero, vescovo.

A Reims, ancora in Francia, san Rigoberto, vescovo, il quale, espulso contro le leggi vigenti da Carlo Martello, re dei Franchi, trascorse la vita in solitudine.

A Gand, in Belgio, santa Faraìlde, vedova, la quale, sposatasi contro la sua volontà con un uomo violento, abbracciò l’orazione e la vita austera fino alla morte.

A Foligno, in Umbria, la beata Angela, la quale, dopo la morte del marito e dei figli, seguendo le orme di san Francesco, si diede completamente a Dio e consegnò ad un memoriale le sue visioni ed estasi.

A Castello di Santa Croce, in Toscana, la beata Cristiana Menabuoni, vergine; fondò un monastero sotto la regola di sant’Agostino.

A Durham, in Inghilterra, il beato Tommaso Plumtree, al quale, prima del suo martirio nella piazza del mercato, gli fu offerta la vita a condizione che si facesse protestante, sotto la regina Elisabetta I.

A New York, in America, santa Elisabetta Anna Seton, la quale, rimasta vedova, abbracciò la fede cattolica e fondò la Congregazione delle Suore della Carità di san Giuseppe, per la formazione della gioventù femminile e maschile.

A Madrid, in Spagna, il beato Emanuele Gonzales Garcia, vescovo, il quale, esimio pastore secondo il cuore di Gesù, diffuse con grande impegno il culto della Santissima Eucaristia e fondò la Congregazione delle Suore Missionarie di Nazareth.

5 Gennaio

Ad Alessandria d’Egitto, santa Sinclètica, vergine. Si crede abbia condotto vita eremitica.

A Cartagine, san Deogratias, vescovo, il quale riscattò molti cittadini romani fatti prigionieri dai Vandali e li raggruppò in due grandi edifici, muniti del necessario.

A Roma, la commemorazione di santa Emiliana, vergine, zia di san Gregorio Magno, la quale passò al Signore il giorno dopo la morte di sua sorella Tarsilla.

In Britannia, san Convoione, abate. Fondò il grande monastero di Saint-Saviour, presso Redon, dove, sotto la guida e la regola di san Benedetto, fiorirono monaci insigni per santità e dopo la distruzione dell’abbazia da parte dei Normanni, ne costruì un’altra, dove vi morì ottantenne.

A Londra, in Inghilterra, sant’Edoardo, detto “ il Confessore ”, re degli Inglesi, amatissimo dal suo popolo per l’esimia carità. Il suo fu un regno di pace e di prosperità; promosse con tenacia la comunione con la Sede Romana.

A Valkenburg, in Olanda, san Gerlàco, eremita, esempio di carità verso i poveri e gli emarginati.

A Todi, in Umbria, il beato Rogerio, sacerdote dell’Ordine dei Minori, discepolo di san Francesco e suo fervente imitatore.

In Francia, i beati Francesco Peltier, Giacomo Ledoyen e Pietro Tessier, sacerdoti, condannati alla ghigliottina perché fedeli al loro sacerdozio.

A Philadelfia, negli Stati Uniti d’America, san Giovanni Nepomuceno Newmann, vescovo redentorista, il quale spese tutte le sue energie all’assistenza degli immigrati, degli orfani e dei bisognosi e alla formazione della gioventù.

A Genova, la beata Maria Repetto, vergine, suora di Nostra Signora del Rifugio sul Monte Calvario, la quale, nascosta al mondo, operò cose egregie per la povera gente e per i dubbiosi.

In Irlanda, il beato Carlo di sant’Andrea ( Giovanni Andrea ) Houben, sacerdote passionista, assiduo ministro del sacramento della penitenza.

Nella città di Jazlowice, in Ucraina, la beata Marcellina Darowska, la quale, dopo la morte del coniuge

e del primogenito, si consacrò a Dio e sempre attenta alla difesa della dignità della famiglia, fondò la Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, per la protezione della gioventù.

A Spoleto, il beato Pietro Bonilli, sacerdote, fondatore dell’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia, per sovvenire alle ragazze povere ed orfane.

In Spagna, la beata Genoveffa Torres Morales, vergine, la quale, fin dalla più tenera età provata dalle durezze della vita e gravemente malata, fondò l’Istituto delle Suore del Sacro Cuore di Gesù e degli Angeli per la difesa delle donne.

6 Gennaio

Solennità dell’Epifania del Signore, in cui si ricorda la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo; a Betlemme il bambino Gesù è adorato dai magi; nel Giordano è battezzato da Giovanni, unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; alle nozze in Cana di Galilea, cambiando l’acqua in vino, manifestò la sua gloria.

Ad Antinoe, in Francia i santi martiri Giuliano e Basilissa.

A Nantes, in Francia, san Felice, vescovo, il quale si prodigò per i suoi concittadini, costruì Chiesa Cattedrale ed evangelizzò la gente dei campi.

In Germania, il beato Macario, abate.

A Barcellona, in Spagna, san Raimondo de Penafort, la cui memoria si celebra domani.

Nell’isola di Cipro, il transito di san Pietro Tommaso, vescovo di Costantinopoli, carmelitano.

A Fiesole, in Toscana, sant’Andrea Corsini, vescovo carmelitano, il quale, insigne per

l’austerità della vita e l’assidua meditazione delle Sacre Scritture, risanò i conventi devastati dalla peste e guidò con sapienza la sua chiesa, mostrandosi padre dei poveri e mediatore fra i belligeranti.

A Valenza, in Spagna, san Giovanni de Ribera, vescovo ed anche viceré, il quale, amante della Santissima Eucaristia e difensore della verità cattolica, insegnò al popolo la dottrina cristiana.

A Roma, san Carlo da Sezze, religioso dell’Ordine dei Frati Minori, il quale, fin dalla fanciullezza costretto a guadagnarsi il pane, esortava i suoi compagni all’imitazione di Cristo e dei santi e finalmente, indossato l’abito francescano che tanto aveva desiderato, passò il resto dei suoi giorni nell’adorazione del SS. Sacramento dell’Altare.

Ancora a Roma, santa Rafaella Maria del Sacro Cuore Porrai Ayllòn, vergine, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, la quale, ritenuta pazza, concluse santamente la sua vita tra mille contrarietà.

In Canada, il beato Andrea Besette, religioso della Congregazione della Santa Croce, il quale diresse la costruzione sul luogo di un grande santuario, in onore di S. Giuseppe.

7 Gennaio

San Raimondo de Penafort, sacerdote domenicano, il quale, grande conoscitore del diritto canonico, scrisse rettamente trattati sul sacramento della penitenza e eletto Maestro Generale, preparò una nuova redazione delle Costituzioni dell’Ordine e in età avanzata si addormentò nel Signore a Barcellona, in Spagna.

A Melitène, in Armenia, san Polièuto, martire, il quale, per l’editto dell’imperatore Decio, costretto come soldato a sacrificare agli dei, ne distrusse invece i simulacri; per questo dovette sopportare torture e per ultimo fu decapitato e battezzato con l’effusione del suo stesso sangue.

A Nicomedia, in Bitinia, la passione di san Luciano, sacerdote e martire della chiesa di Antiochia, il quale, celebre per la dottrina e l’eloquenza, condotto davanti al giudice e torturato durante interminabili interrogatori, si confessò cristiano.

A Passau, in Germania, la commemorazione di san Valentino, vescovo in Svizzera.

A Pavia, in Lombardia, san Crispino, vescovo.

In Svizzera, san Valentiniano, vescovo, che provvide ai poveri, riscattò gli schiavi e vestì gli ignudi.

A Solignac, in Francia, san Tillone, discepolo di sant’Eligio, monaco artigiano.

A Costantinopoli, san Ciro, vescovo, il quale, mentre era monaco in Paflagonia, fu eletto vescovo della città di Costantinopoli, dalla quale fu scacciato, finendo la vita in esilio.

In Francia, sant’Alderico, vescovo, zelante promotore del culto divino e dei santi.

In Danimarca, san Canuto, detto Lavare, martire, il quale, duca di Schlewig, governò con giustizia e prudenza, favorì la pietà religiosa e fu ucciso da nemici pretendenti al trono.

A Palermo, in Sicilia, il transito del beato Matteo Guiderà, dell’Ordine dei Minori, vescovo di Agrigento, cultore e assertore del Nome Santissimo di Gesù.

Suzuka, in Giappone, il beato Ambrogio Fernandez, martire, il quale andò in Oriente in cerca di fortuna e fattosi poi religioso gesuita, morì per Cristo in un’orribile prigione.

Nel villaggio di An Bài, in Vietnam, san Giuseppe Tuan, martire, padre di famiglia e contadino, il quale, anziché calpestare la croce, come gli era stato comandato, genuflesso la adorò; per questo fu condannato alla decapitazione sotto l’imperatore Tu Duc.

In Belgio, la beata Maria Teresa ( Giovanna ) Haze, vergine, fondatrice della Congregazione delle Figlie della Croce al servizio dei poveri e dei deboli.

8 Gennaio

A Geràpoli, in Asia, sant’Apollinare, vescovo; rifulse per santità e per dottrina sotto l’imperatore Marco Aurelio.

In Libia, i santi martiri Teòfilo, diacono ed Ellàdio, i quali, torturati e feriti con cocci acuminati, si tramanda, siano poi stati gettati in una fornace.

A Beauvais, in Francia, i santi martiri Luciano, Massimiano e Giuliano.

A Metz, ancora in Francia, san Paziente, vescovo.

In Austria, san Severino, sacerdote e monaco, il quale, dopo la morte di Attila, re degli Unni, si trasferì da queste parti per difendere la popolazione inerme, per smorzare gli odi, per convertire gli infedeli, per fondare monasteri e per propagare il Vangelo.

A Pavia, san Massimo, vescovo.

Nella Palestina, san Giorgio, monaco ed eremita, il quale, durante tutta la settimana viveva da recluso, ma la domenica andava a pregare con i fratelli, che ascoltava e incoraggiava.

In Scozia, san Catalano, padre benevolo dei poveri.

A Ratisbona, in Baviera, sant’Erardo, scozzese, il quale, desiderando ardentemente di propagare il Vangelo, passò nel continente e lavorò come missionario con mansioni di vescovo.

A Bruxelles, in Belgio, santa Godila, vergine; condusse una vita di grande santità nella propria abitazione.

A Cashel, in Irlanda, sant’Alberto, vescovo, il quale illustrò questa chiesa con scritti sublimi sulla contemplazione divina.

A Londra, in Inghilterra, il beato Edoardo Waterson, sacerdote e martire, il quale, condannato alla decapitazione perché sacerdote, sotto la regina Elisabetta I, fu poi appeso alla forca.

9 Gennaio

Ad Ancona, nelle Marche, san Marcellino, vescovo, il quale, come scrive san Gregorio Magno, salvò la città dall’incendio per intervento divino.

A Canterbury, in Inghilterra, sant’Adriano, abate, africano di nascita, il quale, da Napoli, raggiunse l’Inghilterra e eminente tanto per la cultura quanto per la santità, diresse una fiorente scuola.

Nella Scozia, san Felano, abate del monastero di sant’Andrea, il quale, insigne per l’austerità della vita, terminò i suoi giorni da eremita.

Sul monte Olimpo, in Grecia, sant’Eustrazio, abate, soprannominato “ il taumaturgo ”.

A Parthenais, in Francia, sant’Onorato di Buzancais, il quale, ricco mercante di bestiame,

decise di distribuire le sue ricchezze ai poveri e fu ucciso da ladroni che aveva redarguito.

A Certaldo, in Toscana, la beata Giulia della Rena, terziaria agostiniana, la quale visse per amore di Dio rinchiusa in una angusta cella vicino alla chiesa per tutta la vita.

Ad Ancona, nelle Marche, il beato Antonio Fatati, vescovo, il quale, prudente ed equanime legato pontificio nelle missioni a lui affidate, si dimostrò sempre tanto parco con se stesso, quanto magnanime verso i bisognosi.

A Nancy, in Francia, la beata Maria Teresa di Gesù ( Alessia ) le Clerc, vergine, la quale fondò insieme con san Francesco Fourier, la congregazione delle Canonichesse Regolari di Nostra Signora, per l’istruzione della gioventù femminile.

A Seoul, in Corea, le sante martiri Agata Yi, vergine e i suoi genitori e Teresa Kim, vedova, le quali furono messe in carcere, atrocemente torturate e per ultimo sgozzate.

Vicino a Monaco di Baviera, in Germania, nel campo di sterminio di Dachau, i beati Giuseppe Pawlowski e Casimiro Grelewski, sacerdoti e martiri, i quali, durante la II Guerra Mondiale deportati dalla Polonia, loro patria, furono uccisi con l’impiccagione dai nemici della fede.

10 Gennaio

A Roma, nella catacomba di Callisto, sulla via Appia, san Milzìade, papa, il quale, nato in Africa, governò la Chiesa nel periodo in cui l’imperatore Costantino aveva concesso la libertà alla religione cattolica, ma dovette ugualmente lottare duramente contro i Donatisti

Nella Tebaide, san Paolo, eremita, uno dei primi fautori della vita eremitica.

A Nissa, in Cappadocia, san Gregorio, vescovo, fratello di san Basilio Magno, il quale, celebre per santità e dottrina, dall’imperatore Valente, ariano, fu cacciato dalla sua sede, per la difesa dell’ortodossia.

A Gerusalemme, san Giovanni, vescovo, il quale, durante la controversia sulle fede ortodossa, si adoperò con ogni mezzo per la difesa della fede cattolica e per la pace.

A Die, in francia, san Petronio, il quale, prima di essere eletto vescovo, fu monaco nell’isola di Lèrins.

A Costantinopoli, san Marciano, sacerdote, dedito al decoro delle chiese e al sostegno dei poveri.

In Francia, san Valerio, eremita.

A Melitene, in Armenia, san Domiziano, vescovo; si adoperò per la conversione dei Persiani.

A Roma, presso san Pietro, la deposizione di sant’Agatone, papa, il quale conservò integra la fede contro gli errori dei monoteliti e convocò sinodi per mantenere l’unità della Chiesa.

A Viviers, in Francia, sant’Arconzio, vescovo.

A Cuxa, nei Pirenei Spagnoli, san Pietro Orsèolo, il quale, fattosi monaco mentre era doge di Venezia, rifulse per pietà e austerità e terminò i suoi giorni in solitudine.

Nel monastero di Cava, in Campania, il beato Benincasa, abate, il quale inviò un centinaio di monaci al monastero di Monreale, rimasto vuoto.

A Bourges, in Francia, san Guglielmo, vescovo, il quale, desideroso di solitudine e di meditazione, si fece monaco cistercense a Pontigny. Divenne abate di Chalis e vescovo di Bourges. Non abbandonò mai lo stile di vita monastico e rifulse per carità verso il clero, i prigionieri e i poveri.

Ad Amarante, in Portogallo, il beato Gundislavo, vescovo di Braga, il quale, dopo un lungo pellegrinaggio in Terra Santa, entrò nell’Ordine Domenicano; poi, ritiratosi in un eremo, curò la costruzione di un ponte e fu di esempio ai vicini con la preghiera e la predicazione.

Ad Arezzo, in Toscana, il transito del beato Gregorio X, papa, il quale, da arcidiacono di Liegi, eletto alla sede di Pietro, incoraggiò la riconciliazione con gli ortodossi greci e convocò il II Concilio di Lione, per comporre le discordie tra i cristiani e per la riconquista della Terra Santa.

A Laurenzana, in Campania, il beato Egidio, religioso dell’Ordine dei Frati Minori ed eremita.

Ad Arequipa, in Perù, la beata Anna degli Angeli Monteagudo, vergine domenicana, la quale si rese utile al bene di tutta la città, con il dono del consiglio e della profezia.

A Perugia, la beata Francesca Sales Aviat, vergine, la quale sidedicò con amore materno e con coraggio all’educazione della gioventù e per questo fondò l’Istituto delle Oblate di san Francesco di Sales.

11 Gennaio

A Roma, sant’Igino, papa; fu l’ottavo successore di san Pietro.

In Africa, san Salvio, martire; nel giorno della sua morte, sant’Agostino fece un sermone al popolo di Cartagine.

In Mauritania, san Tipasio il Vecchio, martire, il quale, richiamato al servizio militare, fu decapitato per essersi rifiutato di sacrificare agli dei.

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